PARLARE E AGIRE IN PUBBLICO Caraglio

10 LEZIONI DI GRUPPO DI 2 ORE CIASCUNA

 

La finalità del laboratorio e quella di aiutare i partecipanti ad essere padroni della propria comunicazione verbale e non verbale, diventando più sicuri di sé, dei propri gesti, azioni, parole utilizzando al meglio e in positivo l'emotività che ognuno di noi possiede.

FREQUENZA

- giovedì dalle ore 20.30 alle ore 22.30, dal 24/03/22  docente Silvana Scotto
Quota partecipazione €170 per n° 10 incontri

Attestato di frequenza

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Biografia Alessio Giusti.jpg

PARLARE E AGIRE IN PUBBLICO Moncalieri

12 LEZIONI DI GRUPPO DI 2 ORE CIASCUNA

 

La finalità del laboratorio e quella di aiutare i partecipanti ad essere padroni della propria comunicazione verbale e non verbale, diventando più sicuri di sé, dei propri gesti, azioni, parole utilizzando al meglio e in positivo l'emotività che ognuno di noi possiede.

FREQUENZA

- giovedì dalle ore 20.30 alle ore 22.30, dal 10/03/22  docente Maurizio Tropea
Quota partecipazione €200 per n° 12 incontri

Attestato di frequenza

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AVVICINAMENTO AL TEATRO

12 LEZIONI DI GRUPPO DI 2 ORE CIASCUNA

 

La proposta desidera porsi l'obbiettivo di far scoprire ai partecipanti, con delle regole di gioco, il piacere ed il divertimento del Teatro, in questo caso senza la necessità di memorizzare testi o di cimentarsi in un saggio finale. Il tutto attraverso l'improvvisazione verbale e gestuale, l'espressione corporea, l'uso dello spazio scenico, la lettura interpretativa. 

FREQUENZA

- giovedì dalle ore 20.30 alle ore 22.30, dal 10/03/22  docente Arianna Abbruzzese

Quota partecipazione €200 per n° 12 incontri

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Come molti drammaturghi e dramaturg italiani prendo atto che la didattica in ambito di scrittura drammaturgica occupi, nel panorama delle scuole teatrali italiane, un posto decisamente marginale. Eccetto i corsi attivi presso la Paolo Grassi e i Filodrammatici di Milano, rare sono le occasioni di misurarsi con una didattica di scrittura per la scena in un contesto e con finalità professionali. Forse anche per questo in Italia prevalgono gli allestimenti di testi classici o, al più, novecenteschi, mentre la drammaturgia contemporanea continua ad essere, per lo più, relegata ai festival.

Quello che propongo è un laboratorio che offra a chiunque desideri avvicinarsi al lavoro di playwriting, uno spazio di sperimentizione, di creazione e di indagine.

Non intendo imporre una tecnica univoca, un metodo A B C di sicura riuscita, né intendo fornire ai partecipanti ricette efficaci per confezionare un buon testo. Regole non ce ne sono, tranne, a mio parere, la disponibilità a compiere un percorso coerente, a farsi abbastanza domande, e non arrendersi di fronte alle difficoltà. DIfficoltà, quando si scrive, ce ne sono sempre, e molte. Tanto per cominciare: se si vuole scrivere per la scena bisogna essere disposti a sporcarsi moltissimo: dubbi, incertezza, di senso di frustrazione. È tutta colpa della forza di gravità teatrale, che attira le parole verso il basso e non le fa volare in cielo come sfavillanti bolle di sapone. La scrittura teatrale è pensiero, ma non è volatile, anzi, possiede un alto peso specifico.

Ciò che intendo fare è creare un luogo e un tempo, nel quale chi scrive, possa misurarsi con il potenziale teatrale di ciò che scrive.

La prima regola, che considero fondamentale, è essere interessati a ciò di cui si scrive. Sembra scontato, ma non lo è.

Il teatro può essere politico, nel senso di riguardare e rivolgersi ad una collettività, ma deve, in prima istanza, riguardare l’autore. Per questa ragione nel corso del laboratorio si indagherà anche il senso di ciò che si intende dire, non solo la sua forma.

Inoltre, la scrittura teatrale è strettamente connessa, come tutto in teatro, con l’accadere. Ciò che accade, che può accadere, è, per prima cosa, responsabilità dell’autore. Ma questo, per quanto possa sembrare strano, non ha nulla a che fare con l’eleganza della sua scrittura. La scrittura teatrale è anzi, a mio parere, nemica della bella scrittura. Chi scrive per il teatro dovrebbe sempre tenere presente che la sua scrittura ha una responsabilità e non finisce quando il testo è concluso, anzi: un testo, da solo, non fa teatro. Serve altro: lo spazio,  i corpi e le voci degli attori,  una regia, un pubblico. Tutti questi elementi hanno voce in capitolo. Perciò scrivere è anche una pratica di sottrazione, di creazione di spazi vuoti, un farsi da parte con le parole, per generare altro.

Tutto questo, insieme alla forma di un testo, ossia alla sua struttura, sarà argomento del corso.

Per quanto riguarda gli argomenti trattati non so ( né voglio) definirli nel dettaglio; dipenderà molto da chi saranno gli allievi e le allieve (le loro esperienze pregresse, le loro attitudini, la loro voce autoriale, il loro immaginario, le loro istanze). Ciò che so per certo è che non non si tratterà di un corso storico-teorico. Si tratterà senz’altro di un corso pratico.

Questo significa che non affronterò un percorso di storia del teatro, dal Carro di Tespi a Jarry, ma proporrò testi classici e contemporanei, non soltanto di teatro, ma anche di poesia, saggistica, narrativa e persino istruzioni di montaggio o bugiardini dei medicinali, fotografie o articoli di giornale, come strumenti e materiali utili a generare idee e nutrire la scrittura.

 

L’attività principale del corso sarà: scrivere, osservare, discutere e riscrivere, fino al conseguimento di un testo che contenga un nucleo vivo, un motore per la messa in scena. Il titolo di questo laboratorio è parole sporche perché, a mio parere, il testo teatrale, nella sua forma scritta, deve preoccuparsi poco della propria forma compiuta, deve saper fare il lavoro sporco, anche a costo di sembrare incompiuto, irrisolto, quasi brutto. Brutto, ma vitale.

 

Il corso che propongo è trimestrale,  con lezioni a cadenza settimanle di quattro ore ciascuna.

Questo per consentire ai partecipanti di misurarsi con l’impostazione e la scrittura di una pièce completa, anche se non in stesura definitiva. Prevista, dopo il primo mese, l’interazione e la collaborazione con un gruppo di attori che lavorino sui testi in mise en espace, per consentire agli autori di misurarsi nel concreto con l’efficacia, i limiti e il potenziale del proprio lavoro.

FREQUENZA

- SABATO dalle ore 15 alle ore 19, dal 26/03/22  docente VALENTINA DIANA
 

Agli interessati chiediamo gentilmente di inviare una biografia (non curriculum) di massimo una pagina.

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VALENTINA DIANA

 

Valentina Diana è nata a Torino nel 1968. Diplomatasi nel corso attori presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano è, da molti anni, autrice e dramaturga teatrale.

Ha scritto i romanzi Smamma (Einaudi 2014) e Mariti o le imperfezioni di Gi (Einaudi, 2015). In prossima uscita la silloge UNO ( Perrone 2022) e Tre monologhi (Einaudi teatro 2022).

Tra i suoi testi teatrali: L'eternità dolcissima di Renato Cane, Una Passione, La nipote di Mubarak, Sapiens, Fratelli (Dramma.it), La bicicletta rossa (Premio Eolo Awards 2013 per la drammaturgia), La palestra della Felicità (Cue Press ed.), Opera Nazionale Combattenti.

 

PAROLE SPORCHE

Laboratorio di scrittura per la scena ideato e condotto da Valentina Diana

10 LEZIONI DI GRUPPO DI 4 ORE CIASCUNA

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