del mio sangue
in nomine matris, patris, filii
spettacolo di diploma degli allievi della SAT
Scuola professionale d’Arte Teatrale
del IV biennio 2007/2009
13-16 luglio 2009
ore 20,45
Teatro Garybaldi, Settimo (To)

Con gli allievi della SAT – Scuola professionale d’arte teatrale:
Arianna Abbruzzese
Silvia Caltagirone
Francesco Gargiulo
Agla Germanà
Emanuela Giacalone
Marco Intraia
Anna Montalenti
Caroline F. Rocha
Paola Spennati
scene luci e video ideati e realizzati da
Marco Ferrero
realizzazione della struttura scenica
Ivan Tazzoli
canto
Paolo Zaltron
coreografia
Paola Chiama
aiuto alla messa in scena
Valentina Aicardi
messa in scena
Maurizio Bàbuin
E’ partito tutto da una pancia. Non la pancia di una persona con il culto eccessivo del cibo, ma la pancia di una giovane donna in attesa di un bimbo: una futura madre. In quella pancia un futuro figlio. Fuori, lì vicino, un futuro padre.
In primis si indaga quindi l’attesa. L’attesa si fa momento di riflessione, congetture, sogni: sentimento di una presenza che esiste, ma ancora “non è”.
E tutto quello che potrebbe essere, ma ancora non è, permette un ininterrotto flusso di coscienza di cui sono pervase le tre figure che danno vita allo spettacolo.
La pancia è la materia esistente, il cordone ombelicale l’immagine che ci accompagna, il legame di sangue quel complesso contratto che, volenti o nolenti, abbiamo firmato, vergato in rosso, di cui la nostra vita è inevitabilmente contaminata.
Il vissuto ha a che fare con il presente o la nostra storia recente. Un vissuto che non può che essere onnivoro, cibandosi di tutto ciò che la vita offre o fa mancare. Così l’alto e il basso, il pianto e il riso e ciò che sta oltre o in mezzo, sono il sapore dolceamaro di ciò che vive lì in quel momento.
Le tre figure, madre padre figlio, percorrono senza un Virgilio un infernopurgatorioparadiso in terra e quel cordone, legame di sangue, è il filo di Arianna con cui provano ad aiutarsi per uscir dal labirinto: in tutti i modi, anche recidendolo, se necessario.
Il lavoro di ricerca che è stato fatto da due mesi a questa parte ha coinvolto l’intero gruppo di allievi-attori della SAT. Le fonti e le suggestioni letterarie (romanzo/teatro/poesia/saggio), musicali, pittoriche, giornalistiche, cinematografiche hanno riempito la sala Chaplin dove quotidianamente i ragazzi hanno lavorato in questi due anni. L’unico oggetto e i costumi sono agiti e vissuti in quanto drammaturgia, così i suoni e le scene.
Il lavoro di improvvisazione successivo alle suggestioni ha creato l’ordito su cui è stata montata la non-trama dello spettacolo.
Molto ci si è dati e molto è già stato restituito durante il processo che precede l’evento: il resto e tutto per voi presenti in sala.
Un grazie davvero speciale a Valentina Aicardi e a Marco Ferrero.
Con
il contributo della Fondazione CRT
|