| |
TERRORE E MISERIA DEL TERZO REICH
Di Bertolt Brecht
(versione quasi integrale)
Saggio-spettacolo di diploma del biennio 2002/2004

Testimonianze oculari e resoconti giornalistici: su questo si basò
Bertolt Brecht per scrivere, con l’urgenza del momento, “Terrore
e miseria del Terzo Reich”.
E’ il testo che rappresenta la svolta “antiortodossa”
del grande autore tedesco che, dall’esilio in poi, segnò
anche le opere successive e sicuramente elevò ancor più
la sua arte.
La necessità di sensibilizzare e provocare un’immediata reazione
di tutte le altre nazioni (allora, naturalmente, in Germania l’opera
non si rappresentò), rispetto all’atroce progetto nazionalsocialista
di Hitler e dei suoi accoliti, convinse Brecht a creare un’opera
che toccasse anche le corde del sentimento e dell’emozione e non
solo quelle della ragione. E allora sì “straniamento”,
ma anche “immedesimazione”; solo qualche tempo prima rifiutata,
nel suo pensiero di teatro e attore epico.
I vari revisionismi attualmente in corso, stanno cercando, anche con ragione,
di dare un quadro completo di tutto ciò che è accaduto nel
sanguinario secolo scorso. Ma le “geniali innovazioni” delle
tecniche e delle tecnologie da utilizzare per conseguire il potere “a
tutti i costi”, che sono state introdotte con il nazismo, ci appartengono,
purtroppo, più che mai ancora oggi. Le hanno copiate i regimi totalitari
successivi e quelli presenti. E anche le democrazie attuali non disdegnano
alcuni “efficaci intuizioni” avute dal nazionalsocialismo.
La propaganda monopolizzante, fondata sulla paura e la demonizzazione
del diverso: ebreo, zingaro, omosessuale, nero, comunista o semplicemente
non allineato. La delazione: anche e soprattutto organizzata all’interno
dell’istituzione famiglia. La violenza fisica e la sopraffazione,
dei più deboli e dei diversi, come ordine naturale delle cose.
La bugia come strumento di comunicazione fondamentale, sia nei confronti
del proprio popolo, sia per ingannare le altre nazioni. Tutto questo e
altro ancora generò nel popolo tedesco quel terrore e quella miseria
(fisica e morale) che bloccarono, purtroppo, qualsiasi possibilità
di ribellione o resistenza interna.
L’inquietante attualità di un testo-monito come “Terrore
e miseria del Terzo Reich” ci è resa
evidente da tutto ciò che è accaduto dopo e che ancora accade
in troppe parti del mondo e a diversi livelli di governamento del potere.
Perciò ci viene da pensare che Brecht non sbagliava quando, alla
fine dell’”Arturo Ui”, opera successiva alla nostra,
ci ricordava, a proposito del nazismo, che “il grembo da cui nacque
è ancor fecondo”.
Con gli allievi della SAT
– Scuola professionale d’arte teatrale
Marina Di Paola
Andrea Fardella
Chiara Freguglia
Paolo Paolini
Paola Raho
Fulvia Romeo
Pino Ruberto
Valentina Solinas
Fondale realizzato da
Mariangela De Piano
Luci
Simone Ripani
Elaborazioni musicali e corali
Paolo Zaltron
Azioni coreografiche
Dario La Stella
Regia
Maurizio Bàbuin
Con
il patrocinio della Fondazione CRT
|