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LA COMMEDIA DELL’ARTE DEL SUD
PULCINELLA E GLI ALTRI
Corso sulla Commedia dell’Arte Napoletana

Condotto da Antonio Fava

La Commedia dell’Arte com’è comunemente conosciuta, è quella apparsa negli anni Trenta del Cinquecento e poi sviluppatasi nelle regioni del Nord Italia. Ma la persistenza della Commedia fino ai giorni nostri, la dobbiamo soprattutto allo sviluppo che la Commedia ha avuto nel Sud.
Napoli si è ritrovata ad essere la vera capitale dell’Improvvisa, sicuramente una delle più importanti capitali dello spettacolo in Europa.

Il secolo d’oro della Commedia dell’Arte dura da due secoli: Diciassettesimo e Diciottesimo. Ed il primato per ricchezza, per assurdità, per attori e compagnie, spetta al Sud. Dalle stupende immagini Jacques Callot, che immortala la “buffoneria napoletana” con i suoi Balli di Sfessania negli anni Venti del Seicento; l’invenzione di Pulcinella, di Matamoros, di Scaramuccia, grazie ai Fiorilli, prima Silvio poi Tiberio. E poi l’opera Napoletana, un giacimento ancora da esplorare interamente, una quantità impressionante di capolavori comico-musicali, dove le maschere della Commedia trovano perfetta collocazione e con l’immancabile Pulcinella.

Pulcinella invade l’Europa ben più del suo collega bergamasco. Quest’ultimo scompare per un secoletto buono, prima di ricomparire nella nostra epoca. Nel frattempo, la Pulcinellata si perfeziona e nascono varie forme dove il Napoletano è maestro assoluto: la farsa ottocentesca, il Pulcinella solista, ili medesimo Cetrulo nel teatro comico borghese, come “accessorio comico” irrinunciabile.

Nelle abitudini di tutti ci sono molto più pulcinellismi che arlecchinismi. Il Bergamasco è, oggi, frutto di riesumazione. Il Partenopeo non ha mai cessato di esistere, anche perché presente in numerose varianti, calabrese, romano, francese, inglese…
La Commedia dell’Arte del Sud, come quella del Nord, è intrighi, lazzi, tipi fissi, ritmi sfrenati e grande gestualità; ma è anche – se non soprattutto – uno spietato sguardo sull’essere umano-sociale che affolla le città, oggi come allora.
Il Corso sulla Commedia dell’Arte del Sud, intende insegnare la Commedia nei suoi aspetti pratici ed anche poetici.

 

MATERIE DEL CORSO:

  • La maschera ed il suo uso nella Commedia dell’Arte
  • Pulcinella e Donna Zezza. Le principali varianti: Colafronio, Coviello, Capitan Giangurgolo.

I vecchi Tartaglia e Pancrazio

  • Gestualità e comportamenti
  • Situazioni
  • I lazzi universali e i lazzi alla napoletana
  • Le tre fasi del lavoro quotidiano: Tecnica gestuale e comportamentale; improvvisazione; canovaccio.

 

 

Giorni ed orari: Sabato 3 (dalle 14.30 alle 19.30), domenica 4 e Lunedi 5 aprile (dalle 10.00 alle 19.00)
Totale: 20 ore
Luogo: Teatro Garybaldi - Settimo T.se
Quota di partecipazione:  220 € a persona – 160 € ex Allievi, più € 20,00 di iscrizione comprensiva di tessera ARCI

 

ANTONIO FAVA è attore, autore, regista teatrale, maestro di Commedia dell’Arte e di discipline comiche.
Dirige la Scuola Internazionale dell’Attore Comico a Reggio Emilia, in Italia.
Progetta e realizza maschere in cuoio in uso presso la sua Scuola e nei suoi spettacoli. Insegna Commedia dell’Arte in istituti, università e accademie d’arte drammatica in tutto il mondo.
Espone le sue maschere in importanti musei e istituzioni culturali. È regista internazionale.
È autore del libro La Maschera Comica nella Commedia dell’Arte, pubblicato da Andromeda, Italia,  e dalla Northwestern University Press, USA.